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Carta di circolazione, obbligo di registrazione per chi usa una vettura e non ne è l'intestatario

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A partire dallo scorso mese di novembre, è cambiato qualcosa per gli automobilisti. Infatti chi guida per più di 30 giorni un veicolo del quale non è l'intestatario è costretto a farsi citare sulla carta di circolazione. E chi non segue questa norma rischia di pagare multe superiori ai 700 euro. La regola non vale per chi è un familiare convivente con l'intestatario, mentre se una persona deve utilizzare la vettura di un familiare che vive in un'altra città, deve iscrivere il suo nome alla Motorizzazione. Ma le sanzioni per la mancata citazione sulla carta di circolazione in questo caso sono difficili da attuare, dato che la scadenza dei 30 giorni non è ben definita. Lo scopo è quello di fronteggiare l'aumento delle truffe e infliggere punizioni a chi effettivamente causa un'incidente o si rende protagonista di un'infrazione. Non fanno parte di questa legge i conducenti degli autobus, i tassisti e gli autisti. Se si è alla guida di un veicolo aziendale, bisogna scrivere il nome dell'utilizzatore soltanto nella Motorizzazione, ma non sulla carta di circolazione. In casi estremi, il libretto può anche essere ritirato in maniera temporanea o definitiva.
 
 
 
 

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